IL PRESENTE BLOG RIPORTA E SOPRATTUTTO TRADUCE INFORMAZIONI INTERNAZIONALI SULLA SALUTE E BENESSERE CON MEZZI E RIMEDI NATURALI E NON CONVENZIONALI, PRESE SOPRATTUTTO DALLA RETE E I CUI AUTORI SONO MEDICI E PROFESSIONISTI DELLA SALUTE E RICERCATORI. SEGNALA ALTRESI POLITICHE ... "NON PROPRIAMENTE SALUTISTICHE" NEI CONFRONTI DELLA RAZZA UMANA, CHE CI STA A CUORE, SEBBENE CONSAPEVOLI CHE NON SIA LA SOLA INTORNO A NOI. SONO SEMPRE CITATE LE FONTI A CUI SI PREGA DI FARE RIFERIMENTO PER ULTERIORI DETTAGLI. NON SI ACCETTANO COMMENTI VOLGARI, DIFFAMATORI E AMBIGUI. NON E' UNO SPAZIO PER LA DISINFORMAZIONE.

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TRATTAMENTI DI RIEQUILIBRO ENERGETICO INFORMAZIONALE CON LA QXCI-SCIO

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venerdì 20 ottobre 2017

GRAN SASSO: IN ARRIVO UNA SORGENTE RADIOATTIVA DALLA RUSSIA

  


di Gianni Lannes


Radiazioni in arrivo sotto una montagna sacra italiana. Rischi inaccettabili in territorio sismico con il maggiore acquifero del centro Italia, in un Laboratorio già classificato a rischio di incidente rilevante dalle normative europee. Nel belpaese la materia nucleare è oscura, sempre coperta da segreti indicibili ai comuni mortali. Prendete ad esempio il caso del trasferimento dalla Russia in Italia fra sei mesi (arrivo previsto ad aprile dell’anno 2018) di una potente sorgente radioattiva a base del micidiale cerio 144, dal potenziale catastrofico. 

Dove andranno a collocarla? In un luogo sicuro? Macché nelle viscere di una montagna abruzzese ricca di acqua da bere, addirittura sotto un mastodontico serbatoio di idrocarburi, in un laboratorio valutato a rischio di incidente rilevante secondo le direttive Seveso. Per giunta, grazie ad un finanziamento dell’Unione europea di 3,5 milioni di euro e la benedizione del governo illegittimo del passacarte eterodiretto di turno a nome di Paolo Gentiloni (assurto alle cronache per aver regalato in gran segreto nel 2015 addirittura 339,9 chilometri quadrati di mare italiano alla Francia). Lo stesso Gentiloni che ha presentato un disegno di legge in fase di approvazione al fine di ridurre al silenzio l'informazione indipendente sul web in Italia.

Il vice presidente della regione Abruzzo tale Lolli dichiara: “giochi di parole e nessun documento”. Ma i fatti documentati lo smentiscono clamorosamente. Ecco il decreto del ministero dello Sviluppo Economico che autorizza la potente sorgente radioattiva; e Regione coinvolta per legge in più fasi.  Altro che decisioni francesi: l'INFN paga per 2/3 la sua produzione. Carta canta: l'uso della potente sorgente radioattiva al Gran Sasso è stata autorizzata da un decreto del Ministero dello Sviluppo Economico su richiesta avanzata il 27 novembre 2014 dai Laboratori; la regione è coinvolta nell'iter.

Il movimento “Mobilitazione per l'Acqua del Gran Sasso” è in grado di presentare una slide del ricercatore Gioacchino Ranucci dell'INFN che in una presentazione allo Scientific Committee dell'INFN dell'11 aprile 2016 mostra l'incipit del decreto del ministero dello Sviluppo che, in accordo con il ministero dell'Ambiente, ha rilasciato l'autorizzazione all'uso della sorgente radioattiva.

Non a caso l’affare ha preso le mosse nel 2014, sotto il governo Renzi, con tanto di autorizzazione del ministero dello sviluppo economico, rigorosamente riservata, tant’è che il relativo decreto non è mai stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale o comunque reso di dominio pubblico. Se qualcuno si azzarda a cercare gli atti sul portale del Mise non trova niente, se non un francobollo commemorativo e qualche altra cavolata, in palese violazione della Convenzione europea di Aarhus, ratificata dalla legge statale italiana numero 108 del 2001.



Insomma, si saranno detti, come sempre a Roma, meglio non far sapere alla gente comune dei gravi rischi e pericoli. Attenzione, però, c'è un appello alla mobilitazione generale e alla trasparenza in merito all'esperimento Sox, in fase di allestimento nei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell'Infn. 

Lo lancia il Movimento 'Mobilitazione acqua Gran Sasso' che, dopo avere scoperto che l'esperimento comporterebbe l' installazione, in galleria, di materiale radioattivo in ambiente già a rischio di incidente rilevante, vuole sapere dalle istituzioni chi abbia rilasciato le autorizzazioni necessarie. 

«Siamo pronti ad andare in Procura, lo abbiamo già fatto in altre situazioni in cui ambiente e popolazione sono minacciati - ha detto, in conferenza stampa, Augusto De Sanctis del Movimento - e ora vogliamo conoscere le carte». Mercoledì 18, quindi, assemblea del Movimento a Teramo per decidere le prossime azioni. «Facciamo appello al buon senso e a un'opposizione dura e compatta di cittadini e istituzioni. C'è il rischio - dice De Sanctis - di effetto domino in caso di incidente. La sorgente radioattiva - aggiunge - sarà collocata entro aprile 2018»

Il tutto in sotterraneo e in una zona fortemente sismica piena d'acqua. «Gli effetti di un eventuale incidente nucleare nei Laboratori del Gran Sasso rischiano di avere conseguenze catastrofiche su quasi tutto l'Abruzzo, parte delle Marche e sull'Adriatico», ha spiegato De Sanctis.

La quantità di emissioni della sorgente di Cerio 144 in arrivo entro aprile 2018 dalla Russia, da Mayak dove si sta manipolando il combustibile nucleare proveniente dal reattore della Centrale nucleare di Kola, è dell'ordine di grandezza del rilascio in mare a Fukushima di Cesio137 (che è stato responsabile di una parte considerevole delle emissioni).




La sorgente radioattiva in questione, secondo i documenti redatti dagli stessi scienziati («ma non abbiamo per ora accesso a documenti di enti pubblici», ha sottolineato De Sanctis) è tra 100.000 e 150.000 curie, cioè tra 3,7 e 5,55 Petabecquerel (PBq). A Fukushima secondo l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica per il Cesio137 finito in mare vi sono diverse stime che oscillano tra 2,7 e 5,7 Petabecquerel. Il valore di 1/4 uscito in questi giorni era riferito alla stima peggiore contenuta in una delle numerose ricerche che si sono occupate dell'incidente giapponese citate dall'IAEA, giusto per usare il valore più conservativo.




«Lì parliamo di emissioni in un oceano», ha spiegato De Sanctis, «qui di un rilascio che potrebbe avvenire dentro una montagna piena d'acqua e da qui interessare diversi corsi d'acqua dal Pescara al Tronto fino ad arrivare all'Adriatico che in confronto al Pacifico è una vaschetta. Un rilascio massivo di quella sostanza dal contenitore renderebbe immediatamente radioattiva l'acqua usata negli acquedotti di L'Aquila e Teramo. Idem quella dei fiumi sui due lati della montagna, dal Pescara al Vomano fino al Tronto (per le varie captazioni Enel che rimandano alla fine parte dell'acqua anche in quel fiume). 
Si perderebbe l'acqua per l'irrigazione. Difficilmente un territorio simile avrebbe un futuro, tenendo anche conto della necessità di evitare la contaminazione per esposizione diretta della popolazione. Per non parlare dell'Adriatico, che sarebbe raggiunto e contaminato in poco tempo».
Già ora i Laboratori sono classificati come Impianto a Rischio di Incidente Rilevante sulla base della Direttiva Seveso Ter a causa dello stoccaggio in due esperimenti di 2.300 tonnellate di sostanze pericolose e infiammabili, 1.000 tonnellate di acqua ragia in LVD e 1.292 tonnellate di trimetilbenzene in Borexino. «Già questo dovrebbe far tremare le vene ai polsi», ha concluso De Sanctis, «visto che, tra l'altro, i laboratori non possono neanche vantare un passato cristallino in considerazione dei diversi incidenti che si sono verificati, con risvolti tragicomici se non stessimo parlando della contaminazione dell'acqua potabile e di quella di un parco nazionale».







Da un comunicato stampa ufficiale ai apprende che lo stesso ministro per la Coesione Territoriale e il Mezzogiorno Claudio De Vincenti si è recato il 27 marzo n2017, in visita ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso (LNGS) dell’INFN.  





«I LNGS rappresentano un’infrastruttura di ricerca unica: sono i più grandi laboratori sotterranei al mondo dedicati alla ricerca in fisica astroparticellare, e qui si svolgono esperimenti di frontiera, per la cui realizzazione sono impiegate tecnologie innovative, sviluppate grazie alla collaborazione tra mondo scientifico e industriale. I LNGS sono quindi un’eccellenza, in grado di attrarre scienziati di livello internazionale, provenienti non solo dall’Europa ma anche dal resto del mondo. 
Per queste ragioni i Laboratori del Gran Sasso rappresentano un’importante risorsa per il territorio abruzzese, per il suo sviluppo e rilancio sociale ed economico. In particolare, la visita del Ministro De Vincenti è stata l’occasione per descrivere alcuni dei progetti di scientifici condotti nei Laboratori, esperimenti che rappresentano l’avanguardia mondiale in settori quali la fisica del neutrino e la ricerca di materia oscura, come il progetto DarkSide-20K. 
“Un’equipe formidabile per una struttura formidabile, orgoglio del Paese, prima che dell'Abruzzo, che il Governo sostiene - anche economicamente - con convinzione, a partire dal Patto per la Regione”, commenta il Ministro Claudio De Vincenti. “Qui c’è la dimostrazione dell’eccellenza italiana nel campo della ricerca che ci rende protagonisti a pieno titolo nell'ambito di una rete scientifica internazionale. 
E non solo: i laboratori uniscono, infatti, come dimostra da ultimo il progetto DarkSide, le più alte espressioni della ricerca pura con lo studio delle sue applicazioni a fini sociali”, conclude il Ministro. DarkSide-20k prevede la realizzazione presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso di uno degli esperimenti più avanzati al mondo per la ricerca di materia oscura».


riferimenti:


Gianni Lannes, ITALIA USA E GETTA, Arianna editrice, Bologna, 2014.





















 
 
  

giovedì 19 ottobre 2017

L'Autunno e il meridiano polmone-colon. Sistema linfatico, ipotalamo, seni nasali

autunno salute  

Anni fa feci un training di qualche anno con il dr Veret, ideatore della Nutripuntura (Nutrizione energetica di organi e meridiani). Nella sua visione (in forte analogia con la medicina cinese e i suoi meridiani) ogni stagione è in relazione a precise coppie di organi/meridiani, ad uno dei 5 sensi, ad un elemento, ad uno stato mentale-comportamentale.
 
(...) L’AUTUNNO è in relazione all’elemento ARIA, che governa il senso dell’OLFATTO e alla coppia di organi e meridiani POLMONE-COLON, al sistema linfatico, immunitario ed ormonale.
Il meridiano dei polmoni ci da ispirazione nella vita, mentre quello del colon ci consente di organizzare. Spiritualmente… la corrente di Vita in relazione a questa coppia di organi-meridiani riguarda la FEDE-FIDUCIA, come frequenze, aggiungo, non come dottrine (laiche o religiose).
Quando il meridiano e gli organi sono in squilibrio energetico notiamo la sua distorsione: fanatismo, perfezionismo, dipendenza da un guru, disorganizzazione, ossessioni, fissità, mancanza di fiducia e fede nella Vita (altro dall’organismo meramente sociale), caos anche nella organizzazione dei pensieri.


Ognuno di noi, in funzione della propria sensibilità, vive ogni stagione in modo diverso. Per alcuni l’autunno puo’ essere un periodo di benessere, per altri invece di perdita di vitalità che si manifesta magari con dei piccoli disturbi: respiratori, intestinali, crampi muscolari, precursori di spasmofilia… Spesso, in questa lettura, questi disturbi si associano a comportamento meticoloso, perfezionista, ossessivo.

Chi ha difficoltà in quelle funzioni ed organi, noterà quanto piu’ facilmente l’autunno le porti in superficie, insieme agli stati mentali-comportamentali ad essi connessi: sarebbe utile quindi per il proprio equilibrio psico-fisico e salutistico, portarvi attenzione e consapevolezza per poterli trasformare e riportare cosi’ un adeguato equilibrio energetico. Anche in questa lettura della salute e dell’’essere umano troviamo una visione energetica della realtà che ci compone, unitamente a “informazioni” (frequenze) in essa presenti e condizionamenti, che possono essere corretti.

>>> tutto l'articolo continua qui: http://www.thelivingspirits.net/salute-olistica/autunno-il-tempo-di-polmone-colon-correnti-di-energia-e-salute.html 

mercoledì 18 ottobre 2017

McDonald’s lancia McVegan, il panino vegano: ma possiamo davvero fidarci?


 McVegan
McDonald’s lancia in Finlandia il McVegan, il panino senza carne o derivati di origine animale. Operazione di marketing o reale svolta nelle politiche aziendali? Un’analisi.

Visti i trend di mercato, che vedono crescere il numero di persone attente all’alimentazione e preoccupate dall’etica delle proprie scelte alimentari, la più grande catena di fast food al mondo corre ai ripari. E lancia il panino vegano, il McVegan.
Per ora il nuovo prodotto è disponibile solo in Finlandia, a Tampere. Il lancio è arrivato il 4 ottobre e questa prima fase di test si concluderà il 21 novembre. Dopodiché dovrebbe arrivare la diffusione globale. Ma siamo proprio sicuri di volerci rivolgere proprio al McDonald’s per i nostri pasti veg?

McVegan: va dove ti porta il mercato

Partiamo  innanzitutto dal prodotto. Il McVegan ricalca quasi in tutto il classico Quarter Pounder, l’hamburger di carne bovina, tra i più venduti dalla catena.

Nella versione veg, l’hamburger è chiaramente di soia. A questo vanno ad aggiungersi lattuga, pomodoro, cipolla, sottaceti e la salsa McFeast in versione vegana. Ovviamente non ci sono formaggi o altri derivati del latte.Anche se si tratta del primo panino veramente vegano, non è stata questa la prima mossa di McDonald’s per accattivarsi il pubblico che ha scelto di non mangiare carne. 

Era il 2014 quando, ad esempio, la catena apriva un proprio punto in India, dove per tradizione religiosa non viene consumata carne. Qui venivano offerti menu esclusivamente vegetariani. Successivamente, il fast food ha lanciato anche il McVeggie, panino vegetariano con diversi tipi di verdura. Ma rendeva disponibili anche insalate e frutta di stagione, yogurt con cereali e gelati.

D’altronde il trend di mercato è molto chiaro. Se prendiamo in considerazione il solo mercato USA, ‘patria’ del McDonald’s, scopriamo che il numero dei vegani è cresciuto al 6% dei consumatori. Era appena all’1% nel 2014. Nel mondo, la popolazione vegetariana è invece circa il 5% del totale: su circa 7 miliardi di persone, stiamo parlando di un target potenziale di 350 milioni di consumatori.

Un’opportunità troppo ghiotta per McDonald’s e le altre catene di fast food.

McVegan: ma noi non dimentichiamo…
Al di là delle implicazioni etiche della scelta di una catena di fast food globalizzata, che tende ad appiattire varietà e specificità locali, l’idea di un McVegan non ci entusiasma.
Prendiamo per esempio le patatine fritte. In teoria sarebbero anche quelle un piatto vegano. Peccato che il prodotto McDonald’s contenga latte idrolizzato (usato nella fase pre frittura) e un aroma di carne di manzo: appena 2 dei 19 ingredienti presenti nella ricetta americana. In Italia la situazione è un po’ diversa (qui le patatine Mc sono effettivamente vegan): ma la questione è soprattutto di principio.

Non dimentichiamo poi anche la qualità dei prodotti effettivamente impiegati. Qualche anno fa, lo chef inglese Jamie Oliver dichiarava che la carne degli hamburger era “inadatta al consumo umano”. Per non parlare poi delle politiche aziendali in termini di diritti dei lavoratori, della gestione sostenibile del packaging, dell’adescamento dei minori attraverso la pubblicità.

Insomma, per convincerci delle sue buone intenzioni McDonald’s dovrebbe fare di più di una semplice operazione di marketing. Dietro la presunta “svolta green” del McVegan, vorremmo cioè vedere un cambiamento vero, concreto in direzione di una maggiore responsabilità sociale e ambientale.

Riportiamo sul tema le parole di Adriano Fragano di Veganzetta, quanto mai efficaci:
«Quella di un Ronald McDonald’s “green” è la nuova faccia delle sconfinate zaibatsu: multinazionali che macinano corpi, vite, ambienti e diritti altrui in nome del profitto ma con un volto pulito, “verde” e quindi presentabile (si chiama greenwashing)».

fonte: https://www.ambientebio.it/alimentazione-biologica/mondo-veg/mcdonalds-lancia-mcvegan-panino-vegano-possiamo-davvero-fidarci/ 


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martedì 17 ottobre 2017

VACCINI, ORDINE MEDICI DI ROMA: NESSUNA VACCINAZIONE SENZA IL CONSENSO DEI GENITORI






IL CONSENSO DEI GENITORI È IMPOSTO DALLA COSTITUZIONE E DALLA CONVENZIONE DI OVIEDO
CODACONS: NON REGGONO LE DISPOSIZIONI LORENZIN/GUERRA CONTRARIE AGLI ESAMI PREVACCINALI GIÀ IMPUGNATE DAL CODACONS DAVANTI AL TAR E CORTE COSTITUZIONALE

Traballa l’impianto delle disposizioni ministeriali che puntano a non fare esami prevaccinali ai bambini e ancor di più gli avvisi affissi negli studi ambulatoriali che informano i genitori dei piccoli pazienti che non si prescriveranno esami anticorpali perché inutili o perché la legge non li prevede. 

Lo afferma il Codacons, che accoglie con soddisfazione la comunicazione del 10 ottobre scorso del Presidente dell’Ordine dei medici di ROMA, rivolta ai propri iscritti, e che risulta in linea con le denunciate violazioni della normativa da parte del Codacons.

Secondo l’Ordine, infatti,
Nessuna vaccinazione senza il consenso dei genitori. Il consenso informato, quale espressione della consapevole adesione al trattamento sanitario proposto dal medico” deve considerarsi “principio fondamentale in materia di tutela alla salute”, trovando “fondamento negli artt.2, 13 e 32 della Costituzione”. Peraltro, ricorda Lavra, la Convenzione di Oviedo del Consiglio d’Europa sui diritti dell’uomo e sulla biomedicina e la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, esprimono principi analoghi. A cio’ si aggiungano i riferimenti al consenso informato contenuti nella legislazione nazionale, ogniqualvolta si affermi il carattere, di norma volontario, dei trattamenti sanitari. Da ultimo, sottolinea il Presidente dell’Ordine di Roma, anche il Codice Deontologico stabilisce all’art.35 che “il medico non intraprende ne’ prosegue in procedure diagnostiche e/o interventi terapeutici senza la preliminare acquisizione del consenso informato o in presenza di dissenso informato”. Da tutto cio’ deriva che un atto sanitario posto in essere in assenza di consenso puo’ integrare un illecito civile, penale e deontologico”.
Sin dalla entrata in vigore delle disposizioni ministeriali del 16.8.2017 a firma del Direttore generale Guerra, l’associazione ha sottolineato il contrasto della nuova legge sulle vaccinazioni con le norme ordinarie già in vigore nel nostro Paese e non derogate espressamente dalle nuove disposizioni, ad esempio ponendo il costo degli esami prevaccinali a carico dei genitori.

Anche alla luce delle dichiarazioni del Presidente dell’Ordine dei medici di Roma Giuseppe Lavra, le argomentazioni del Codacons acquistano ora maggiore consistenza sia al Tar del Lazio, dove pende un ricorso promosso dall’associazione, sia alla Corte Costituzionale, dove il Codacons è intervenuto a sostegno della Regione Veneto contro la legge Lorenzin.

lunedì 16 ottobre 2017

Marco Pizzuti: Gli incendi della California e l’albero del diavolo

Usa, l'inferno in California: oltre 600 dispersi, 23 morti e 3500 abitazioni distrutte


di
Marco Pizzuti

In questi giorni abbiamo assistito al più grande incendio della storia della California, con fiamme indomabili che hanno distrutto 3500 abitazioni, ucciso 23 persone e provocato più di 670 dispersi. Un fatto che ha dell’incredibile se pensiamo che il rogo si è consumato nella moderna California, dove di certo non mancano i mezzi per spegnere un incendio e dove possono facilmente arrivare aiuti dal resto degli Stati Uniti.  I roghi infatti, sembrano possedere una forza implacabile e come dimostra un documento video pubblicato dal Corriere della Sera, un albero è stato addirittura filmato mentre bruciava dall’interno senza produrre fumo e senza consumarsi come accade normalmente agli alberi durante i comuni incendi. 

albero

I più religiosi lo hanno subito soprannominato l’albero del diavolo ma belzebù non c’entra affatto e secondo alcuni, la spiegazione del fenomeno si troverebbe nel particolare tipo di legno dell’albero. Questo fatto anomalo in realtà, ricorda da vicino i fenomeni di autocombustione di Caronia di Canneto (Sicilia) dove gli incendi divampavano da soli, all’improvviso e dall’interno degli oggetti (anche quelli normalmente non infiammabili) persino davanti agli uomini della protezione civile. La popolazione del luogo lanciò subito l’allarme e il gruppo di esperti interistituzionale (istituito con ordinanza emergenziale della Protezione Civile n. 3428 che prevedeva una collaborazione tra Stato Italiano e Regione Sicilia) che indagò sulla vicenda per mesi, escluse che potesse trattarsi di incendi dolosi, proponendo come spiegazione plausibile, l’origine artificiale dei fenomeni: “Si è valutata la possibilità che la zona possa essere stata interessata da emissioni elettromagnetiche impulsive (EMP) ed episodiche, capaci di generare una grande potenza concentrata in frazioni di tempo estremamente ridotte”.  Gli esperti scoprirono inoltre che il fenomeno era generato da potentissimi fasci di microonde compresi tra i 300 megahertz e alcuni gigahertz che provenivano dal mare, a nord di  Canneto.

Dall’osservazione degli incendi verificatisi nella vegetazione di Caronia di Canneto, si scoprì anche che l’effetto autocombustione interna si manifestava in maniera selettiva, bruciando solo alcune piante e senza produrre effetti sulle altre specie limitrofe. In pratica, doveva trattarsi di sperimentazione di armi che sfruttavano la tecnologia a risonanza elettromagnetica in grado di colpire esclusivamente determinati obiettivi. Per questo motivo, nell’estate del 2014, mentre mi trovavo a Zurigo, ricevetti la telefonata di Ade Capone (autore di riferimento del programma Mistero), il quale mi chiese informazioni sul meccanismo di azione delle armi a risonanza di cui avevo parlato nel saggio Scoperte scientifiche non autorizzate, con specifico riferimento a Caronia di Canneto. Parlammo una decina di minuti scarsi ma mi disse anche che aveva realizzato un servizio bomba sui fatti anomali di Caronia di Canneto e che era entusiasta di ciò che aveva saputo.  

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    Ade Capone

Qualche mese dopo, Ade mi richiamò per propormi il ruolo da conduttore in un programma di esperimenti su La7 che si sarebbe chiamato “Experimental”, dove avrei dovuto mostrare alcuni degli esperimenti scientifici più controversi, insieme a una co-conduttrice che mi avrebbe fatto da “spalla”.  Precisò che prima avremmo dovuto girare una “puntata zero di presentazione” ma che era una cosa seria perché aveva già preso degli accordi. Qualche settimana dopo, gli scrissi una email ma non rispose e quindi lo chiamai anche telefonicamente. Il telefono però era spento e così contattai la redazione di Mistero per avere sue notizie e mi dissero che Ade (56 anni) era morto improvvisamente per problemi di salute. Il lutto era avvenuto il giorno prima, il 4 febbraio del 2015 e appena me lo dissero, mi mancò la terra da sotto i piedi. Oltre ad essere stato un bravissimo autore, Ade era sempre stato una persona eccezionale anche dal punto di vista umano e lo ricordo con grande affetto. 

In seguito, il suo servizio esclusivo su Caronia di Canneto non è stato più trasmesso e a distanza di tre mesi è morto improvvisamente anche Claudio Cavalli (53 anni), il produttore del programma Mistero, con cui condivideva molte delle sue passioni in ambito lavorativo. Con la scomparsa di Ade e di Claudio, il programma ha cambiato completamente format e sicuramente si tratta solo di coincidenze, ma ritengo comunque assai probabile che il servizio di cui mi aveva parlato Ade a Zurigo, poteva contenere materiale scomodo.

Circa un mese dopo la sua morte, i giornali pubblicarono la notizia secondo cui tutti i misteriosi incendi di Caronia di Canneto sarebbero stati appiccati da Giuseppe Pezzino (il figlio 26 enne del presidente del comitato delle vittime) per incassare i soldi dei risarcimenti. Il caso dunque sembrava definitivamente risolto, perché gli inquirenti dimostrarono che il giovane aveva effettivamente provocato alcuni degli incendi più recenti. Da allora quindi, non si è più parlato di Caronia di Canneto se non in termini di “bufala”, ma rimane il fatto accertato dagli esperti del gruppo interministeriale, che i primi roghi non erano normali incendi dolosi, bensì anomali fenomeni di autocombustione che bruciavano gli oggetti dall’interno. Neanche il diavolo insomma sembrava c’entrare niente, come evidentemente non c’entra niente neppure nel caso degli alberi della California che bruciano dall’interno….

fonte: http://www.altrainformazione.it/wp/2017/10/15/gli-incendi-della-california-e-lalbero-del-diavolo/